PROTOCOLLO WELFARE
La nuova pubblicazione del Dr. Giulio D'Imperio
Consulente del lavoro
(Collaboratore S F I D A)
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NUOVE NORME SUL WELFARE
Il 24 dicembre 2007 il Senato ha approvato in via definitiva le nuove norme sul welfare.
La Legge approvata (n. 247 del 24 dicembre 2007)
recepisce le indicazioni di un documento, concordato con le parti
sociali, in materia di mercato del lavoro, previdenza e pensioni,
lavoro part-time e ammortizzatori sociali.
Illustriamo di seguito i passaggi della suddetta norma (i comma) che
riguardano più direttamente le persone con disabilità e i loro
familiari.
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Legge 24 dicembre 2007, n. 247
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007
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Art. 1.
..............................................................OMISSIS
comma 35. Larticolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è sostituito dal seguente:
«Art. 13. - (Assegno mensile). 1. Agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello Stato ed erogato dallINPS, un assegno mensile di euro 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per lassegnazione della pensione di cui allarticolo 12.
2. Attraverso dichiarazione sostitutiva, resa annualmente allINPS ai sensi dellarticolo 46 e seguenti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il soggetto di cui al comma 1 autocertifica di non svolgere attività lavorativa. Qualora tale condizione venga meno, lo stesso è tenuto a darne tempestiva comunicazione allINPS».
comma 36. Il comma 249 dellarticolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è abrogato.
comma 37. La legge 12 marzo 1999, n. 68, è così modificata:
a) larticolo 12 è
sostituito dal seguente:
«Art. 12. - (Convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo
con finalità formative). 1. Ferme restando le disposizioni di cui agli
articoli 9, 11 e 12-bis, gli uffici competenti possono stipulare con i datori di
lavoro privati soggetti agli obblighi di cui allarticolo 3, le cooperative sociali
di cui allarticolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991,
n. 381, e successive modificazioni, le imprese sociali di cui al decreto legislativo
24 marzo 2006, n. 155, i disabili liberi professionisti, anche se operanti con ditta
individuale, nonchè con i datori di lavoro privati non soggetti allobbligo di
assunzione previsto dalla presente legge, di seguito denominati soggetti ospitanti,
apposite convenzioni finalizzate allinserimento temporaneo dei disabili appartenenti
alle categorie di cui allarticolo 1 presso i soggetti ospitanti, ai quali i datori
di lavoro si impegnano ad affidare commesse di lavoro. Tali convenzioni, non ripetibili
per lo stesso soggetto, salvo diversa valutazione del comitato tecnico di cui al comma 3
dellarticolo 6 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come
modificato dallarticolo 6 della presente legge, non possono riguardare più di un
lavoratore disabile, se il datore di lavoro occupa meno di 50 dipendenti, ovvero più del
30 per cento dei lavoratori disabili da assumere ai sensi dellarticolo 3, se il
datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti.
2. La convenzione è subordinata alla sussistenza dei seguenti requisiti:
a) contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da parte del datore di lavoro;
b) computabilità ai fini
delladempimento dellobbligo di cui allarticolo 3 attraverso
lassunzione di cui alla lettera a);
c) impiego del disabile presso i
soggetti ospitanti di cui al comma 1 con oneri retributivi, previdenziali e assistenziali
a carico di questi ultimi, per tutta la durata della convenzione, che non può eccedere i
dodici mesi, prorogabili di ulteriori dodici mesi da parte degli uffici competenti;
d) indicazione nella convenzione
dei seguenti elementi:
1) lammontare delle commesse che il datore di lavoro si impegna ad affidare ai soggetti ospitanti; tale ammontare non deve essere inferiore a quello che consente ai soggetti ospitanti di applicare la parte normativa e retributiva dei contratti collettivi nazionali di lavoro, ivi compresi gli oneri previdenziali e assistenziali, e di svolgere le funzioni finalizzate allinserimento lavorativo dei disabili;
2) i nominativi
dei soggetti da inserire ai sensi del comma 1;
3) la descrizione
del piano personalizzato di inserimento lavorativo.
3. Alle convenzioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dellarticolo 11, comma 7.
4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti agli obblighi di cui allarticolo 3 e con le cooperative sociali di cui allarticolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, apposite convenzioni finalizzate allinserimento lavorativo temporaneo dei detenuti disabili»;
b) dopo larticolo 12 è inserito il seguente:
«Art. 12-bis. - (Convenzioni di inserimento lavorativo). 1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 9, 11 e 12 gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati tenuti allobbligo di assunzione di cui allarticolo 3, comma 1, lettera a), di seguito denominati soggetti conferenti, e i soggetti di cui al comma 4 del presente articolo, di seguito denominati soggetti destinatari, apposite convenzioni finalizzate allassunzione da parte dei soggetti destinatari medesimi di persone disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario, ai quali i soggetti conferenti si impegnano ad affidare commesse di lavoro. Sono fatte salve le convenzioni in essere ai sensi dellarticolo 14 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
2. La stipula della convenzione è ammessa
esclusivamente a copertura dellaliquota dobbligo e, in ogni caso, nei limiti
del 10 per cento della quota di riserva di cui allarticolo 3, comma 1, lettera a),
con arrotondamento allunità più vicina.
3. Requisiti per la stipula della convenzione sono:
a) individuazione delle persone disabili da inserire con tale tipologia di convenzione, previo loro consenso, effettuata dagli uffici competenti, sentito lorganismo di cui allarticolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dallarticolo 6 della presente legge, e definizione di un piano personalizzato di inserimento lavorativo;
b) durata non inferiore a tre
anni;
c) determinazione del
valore della commessa di lavoro non inferiore alla copertura, per ciascuna annualità e
per ogni unità di personale assunta, dei costi derivanti dallapplicazione della
parte normativa e retributiva dei contratti collettivi nazionali di lavoro, nonché dei
costi previsti nel piano personalizzato di inserimento lavorativo. È consentito il
conferimento di più commesse di lavoro;
d) conferimento della commessa di
lavoro e contestuale assunzione delle persone disabili da parte del soggetto destinatario.
4. Possono stipulare le convenzioni di cui al comma 1 le cooperative sociali di cui allarticolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, e loro consorzi; le imprese sociali di cui allarticolo 2, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155; i datori di lavoro privati non soggetti allobbligo di assunzione di cui allarticolo 3, comma 1. Tali soggetti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) non avere in corso procedure concorsuali;
b) essere in regola con gli
adempimenti di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni;
c) essere dotati di locali idonei;
d) non avere proceduto nei dodici
mesi precedenti lavviamento lavorativo del disabile a risoluzioni del rapporto di
lavoro, escluse quelle per giusta causa e giustificato motivo soggettivo;
e) avere nellorganico almeno
un lavoratore dipendente che possa svolgere le funzioni di tutor.
5. Alla scadenza della convenzione, salvo il ricorso ad altri istituti previsti dalla presente legge, il datore di lavoro committente, previa valutazione degli uffici competenti, può:
a) rinnovare la convenzione una sola volta per un periodo non inferiore a due anni;
b) assumere il lavoratore disabile dedotto in convenzione con contratto a tempo indeterminato mediante chiamata nominativa, anche in deroga a quanto previsto dallarticolo 7, comma 1, lettera c); in tal caso il datore di lavoro potrà accedere al Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, di cui allarticolo 13, comma 4, nei limiti delle disponibilità ivi previste, con diritto di prelazione nellassegnazione delle risorse.
6. La verifica degli adempimenti degli obblighi assunti in convenzione viene effettuata dai servizi incaricati delle attività di sorveglianza e controllo e irrogazione di sanzioni amministrative in caso di inadempimento.
7. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentita la Conferenza unificata, saranno definiti modalità e criteri di attuazione di quanto previsto nel presente articolo»;
c) larticolo 13 è
sostituito dal seguente:
«Art. 13. - (Incentivi alle assunzioni). 1. Nel
rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del
5 dicembre 2002, e successive modifiche e integrazioni, relativo allapplicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore delloccupazione,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 337 del 13
dicembre 2002, le regioni e le province autonome possono concedere un contributo
allassunzione, a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 4 e nei limiti delle
disponibilità ivi indicate:
a) nella misura non superiore al 60
per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le
convenzioni di cui allarticolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato,
abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni
ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle
norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, ovvero con handicap
intellettivo e psichico, indipendentemente dalle percentuali di invalidità;
b) nella misura non superiore al
25 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le
convenzioni di cui allarticolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato,
abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per
cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate
nella lettera a);
c) in ogni caso lammontare
lordo del contributo allassunzione deve essere calcolato sul totale del costo
salariale annuo da corrispondere al lavoratore;
d) per il rimborso forfetario
parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo
adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa
superiore al 50 per cento o per lapprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero
per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo
lintegrazione lavorativa del disabile.
2. Possono essere ammesse ai contributi di cui al comma 1 le assunzioni a tempo indeterminato. Le assunzioni devono essere realizzate nellanno antecedente allemanazione del provvedimento di riparto di cui al comma 4. La concessione del contributo è subordinata alla verifica, da parte degli uffici competenti, della permanenza del rapporto di lavoro o, qualora previsto, dellesperimento del periodo di prova con esito positivo.
3. Gli incentivi di cui al comma 1 sono estesi anche ai
datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge,
hanno proceduto allassunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili con le
modalità di cui al comma 2.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è
istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale il Fondo per il
diritto al lavoro dei disabili, per il cui finanziamento è autorizzata la spesa di lire
40 miliardi per lanno 1999 e seguenti, euro 37 milioni per lanno 2007 ed euro
42 milioni a decorrere dallanno 2008, annualmente ripartito fra le regioni e le
province autonome proporzionalmente alle richieste presentate e ritenute ammissibili
secondo le modalità e i criteri definiti nel decreto di cui al comma 5.
5. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze,
sentita la Conferenza unificata, sono definiti i criteri e le modalità per la
ripartizione delle disponibilità del Fondo di cui al comma 4.
6. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede
mediante corrispondente utilizzo dellautorizzazione di spesa di cui
allarticolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e successive
modifiche e integrazioni. Le somme non impegnate nellesercizio di competenza possono
esserlo in quelli successivi.
7. Il Ministro delleconomia e delle finanze è
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
8. Le regioni e le province autonome disciplinano, nel
rispetto delle disposizioni introdotte con il decreto di cui al comma 5, i procedimenti
per la concessione dei contributi di cui al comma 1.
9. Le regioni e le province autonome, tenuto conto di
quanto previsto allarticolo 10 del regolamento (CE) n. 2204/2002 della
Commissione, del 5 dicembre 2002, comunicano annualmente, con relazione, al Ministero del
lavoro e della previdenza sociale un resoconto delle assunzioni finanziate con le risorse
del Fondo di cui al comma 4 e sulla durata della permanenza nel posto di lavoro.
10. Il Governo, ogni due anni, procede ad una verifica
degli effetti delle disposizioni del presente articolo e ad una valutazione
delladeguatezza delle risorse finanziarie ivi previste».
comma 38. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, è abrogato larticolo 14 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
...........................................................................OMISSIS
comma 44. Al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, come da ultimo modificato dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modifiche:
a) allarticolo 3, comma 7:
1) nel primo
periodo, le parole: «le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono, nel
rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9,» sono sostituite dalle
seguenti: «i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono, nel rispetto di quanto
previsto dai commi 8 e 9,» e la parola: «concordare» è sostituita dalla seguente:
«stabilire»;
2) nel terzo
periodo, le parole da: «I contratti collettivi» fino alla parola: «stabiliscono:» sono
sostituite dalle seguenti: «I predetti contratti collettivi stabiliscono:»;
b) allarticolo 3, il comma 8
è sostituito dal seguente:
«8. Lesercizio, ove previsto dai contratti
collettivi di cui al comma 7 e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da parte
del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione
lavorativa, nonché di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in
favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di
almeno cinque giorni lavorativi, nonché il diritto a specifiche compensazioni, nella
misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui allarticolo 1,
comma 3»;
c) allarticolo 8, il comma 2-ter
è abrogato;
d) larticolo 12-bis è sostituito dal seguente:
«Art. 12-bis. - 1. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso lazienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore. Restano in ogni caso salve disposizioni più favorevoli per il prestatore di lavoro.
2. In caso di patologie oncologiche riguardanti il
coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonchè nel caso in cui
il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente
inabilità lavorativa, che assuma connotazione di gravità ai sensi dellarticolo 3,
comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, alla quale è stata riconosciuta una
percentuale di invalidità pari al 100 per cento, con necessità di assistenza continua in
quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi di quanto
previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26
febbraio 1992, è riconosciuta la priorità della trasformazione del contratto di lavoro
da tempo pieno a tempo parziale.
3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice,
con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente
portatore di handicap ai sensi dellarticolo 3 della legge 5 febbraio 1992,
n. 104, è riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da
tempo pieno a tempo parziale»;
e) dopo larticolo 12-bis è inserito il seguente:
«Art. 12-ter. - (Diritto di precedenza). 1. Il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per lespletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale»
.............OMISSIS
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La norma approvata attribuisce al Governo un'ampia delega a legiferare, "garantendo l'uniformità della tutela dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali" su vari aspetti ma con alcuni principi direttivi fra i quali:
la previsione di incentivi e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari flessibili legati alle necessità della conciliazione tra lavoro e vita familiare, nonché a favorire l'aumento dell'occupazione femminile;
la revisione della vigente normativa in materia di congedi parentali, con particolare riferimento all'estensione della durata di tali congedi e all'incremento della relativa indennità al fine di incentivarne l'utilizzo;
il rafforzamento delle opportunità di lavoro a tempo parziale e di telelavoro;
il rafforzamento dei servizi per l'infanzia e agli anziani non autosufficienti, in funzione di sostegno dell'esercizio della libertà di scelta da parte delle donne nel campo del lavoro.
E-mail: infosfida@tin.it