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Definizione di impianto cocleare
L’impianto cocleare è un dispositivo che consente
di sentire ad adulti e bambini affetti da sordità profonde. Esso fornisce
degli impulsi elettrici direttamente alle fibre del nervo acustico bypassando le cellule dell’orecchio interno (cellule ciliate) danneggiate. Gli impulsi una volta raggiunto il
cervello vengono interpretati come suoni. Non si tratta quindi di un apparecchio
acustico che amplifica solamente i suoni.
L’impianto cocleare è costituito da una parte
interna costituita dal ricevitore/ stimolatore con il filo porta elettrodi (array) (fig. 1) ed una parte esterna costituita
dall’elaboratore del linguaggio e la bobina (fig. 2a-2b).
Fig. 1
Fig.
2a Fig.2b
Come funziona un impianto cocleare
Il suono viene captato dal microfono posizionato sull’elaboratore esterno del
linguaggio ed elaborato in segnali digitali che vengono inviati alla bobina
la quale, a sua volta, li trasmette attraverso la cute all’impianto interno
(ricevitore/stimolatore) che li trasforma in segnali elettrici. Attraverso il
filo porta elettrodi questi segnali elettrici stimolano le fibre del nervo
acustico nella coclea; da qui, raggiungono i centri uditivi del cervello dove
vengono riconosciuti come suoni.
Chi può utilizzare un
impianto cocleare
L’impianto cocleare può essere applicato in quei
soggetti che: presentano un’ipoacusia neurosensoriale
grave o profonda (anacusia) bilaterale, con scarso
o nessun beneficio dall’utilizzo di una protesi acustica e con forti
motivazioni ed aspettative.
L’impianto cocleare può essere applicato sia negli
adulti che nei bambini.
Bisogna fare una distinzione fra sordità prelinguale
e postlinguale; per prelinguale
si intende prima dell’apprendimento della capacità di produzione e
comprensione del linguaggio e del parlato, per postlinguale
si intende, invece, dopo aver acquisito la capacità di produzione e
comprensione del linguaggio e del parlato.
Nel 60-70% dei bambini, sordi dalla nascita, impiantati nei primi tre anni di
vita si ha una normale scolarizzazione, tale percentuale scende al 20-25% se
impiantati dopo il 3° anno di vita. Anche i bambini normoudenti
dalla nascita che presentano una sordità postlinguale
possono ottenere degli ottimi risultati da un impianto cocleare;
più precoce è l’intervento di impianto rispetto all’insorgenza della sordità,
migliori sono i risultati ottenibili.
Gli adulti con sordità postlinguale che hanno perso
l’udito in seguito a meningite, traumi, otosclerosi
o altre patologie con ipoacusia progressiva nel tempo, possono trarre enormi
benefici dall’impianto cocleare. Anche per gli
adulti vale il concetto, come per i bambini, della precocità dell’intervento.
Gli adulti con sordità prelinguale sottoposti ad
impianto cocleare possono trarre dei benefici molto
limitati (discriminazione del suono).
Risultati
N.B.
le spese per gli interventi chirurgici, impianto cocleare, manutenzioni,
riparazioni e sostituzioni delle parti esterne all'impianto, sono a totale
carico del Servizio Sanitario Nazionale.
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Nei pazienti impiantati si ha un miglioramento della capacità uditiva ed una
consapevolezza dei suoni della vita quotidiana. In genere i pazienti riescono
a comprendere il parlato senza l’ausilio della lettura labiale riuscendo
persino a parlare al telefono. Risulta comunque necessario essere
determinati, avere voglia, tempo e pazienza prima di poter sfruttare al
meglio le potenzialità dell’impianto.
Fig 3a
Fig.3b fig.3c
Iter diagnostico
Prima di decidere se applicare un impianto cocleare
è opportuno eseguire degli accertamenti:
· esami audiologici (es. audiometrici
tonali e vocali con e senza protesi, timpanometria,
potenziali evocati uditivi, test al promontorio);
· esami clinici (esami ematochimici di routine per
l’anestesia generale);
· TC e RM (per la valutazione dell’anatomia dell’orecchio interno);
· consulenza logopedica
Fig. 4
Fig. 5
Intervento chirurgico
L’intervento chirurgico di “inserzione di impianto cocleare”
viene eseguito in anestesia generale ed ha una durata di 2-3 ore. Durante
l’intero intervento viene eseguito il monitoraggio del nervo facciale. Viene
praticata un’incisione della cute a forma di L rovesciata (fig. 3a,3b,3c).
Una volta scollati i tessuti ed esposto l’osso si effettua una piccola mastoidectomia (fig. 4). Si esegue la timpanotomia
posteriore, che ci permette di accedere alla regione della finestra rotonda
(fig. 5). A questo punto si crea l’alloggiamento per il
ricevitore-stimolatore con l’ausilio di un modellino metallico fornito nel
kit dell’impianto (fig. 6a,6b,6c).
Fig. 6a
Fig.6b Fig.
6c
Si
esegue, quindi, l’apertura della coclea (cocleostomia)
(fig. 7) e si inserisce (nella scala timpanica) il filo porta elettrodi (fig.
8a,8b) che viene poi fissato con del tessuto connettivo più eventuale colla.
Eseguito ciò, l’audiologo confermerà attraverso
opportuni tests la corretta collocazione. Occorre,
inoltre, valutare eventuali interferenze tra gli elettrodi del filo ed il
nervo facciale. Infine si esegue un’attenta chiusura dei lembi.
Fig. 7
Fig.8a Fig. 8b
Nei casi in cui bisogna impiantare un orecchio affetto da otiti croniche o
precedentemente sottoposto a tecniche aperte è opportuno rimuovere tutta la
patologia ed eseguire la chiusura del condotto uditivo esterno a cul di sacco con obliterazione della cavità al fine di
evitare possibili complicanze (meningite). In presenza di infezioni attive,
l’inserzione dell’impianto cocleare è posticipata
ad un secondo tempo.
Nei pazienti affetti da malformazioni congenite è opportuno eseguire
un’attenta valutazione radiologica attraverso una TC ed una RM ponendo
particolare attenzione alla pervietà della coclea
ed al decorso del nervo facciale.
Nei casi di reimpianto bisogna porre particolare attenzione alla fibrosi
cicatriziale a livello della timpanotomia
posteriore e della finestra rotonda ed inoltre al lembo cutaneo.
Rischi e complicanze della
chirurgia
Infezione: la ferita chirurgica potrebbe infettarsi se non adeguatamente
disinfettata. E’ fondamentale non bagnarla con acqua per un periodo che le
sarà indicato dal medico.
Sofferenza/Necrosi del lembo muscolo-cutaneo: un lembo muscolo-cutaneo troppo
sottile potrebbe andare in ischemia e, quindi, in
necrosi. In tal caso potrebbe essere necessaria una revisione chirurgica.
Estrusione del ricevitore: può essere la conseguenza della sofferenza/necrosi
del lembo muscolo-cutaneo: sarà necessario un intervento di revisione.
Funzionamento difettosi del ricevitore: sarà necessario un intervento di
revisione per la sostituzione dello stesso.
Acufeni: è spesso presente nei pazienti con perdita uditiva un ronzio
(acufene). Dopo l’intervento generalmente il ronzio diminuisce;
occasionalmente, però, potrebbe insorgere dopo l’intervento.
Vertigini: una vertigine temporanea, generalmente della durata di pochi
giorni può presentarsi nel 5% dei nostri pazienti, molto raramente tale disturbo
si protrae nel tempo.
Paralisi del nervo facciale: una possibile ma rara complicanza postoperatoria
è la paralisi temporanea del facciale che in genere recupera spontaneamente
nel giro di poche settimane.
Disturbi del gusto: il gusto del terzo anteriore della lingua del lato
operato è assicurato da un nervo che attraversa l’orecchio medio, spesso è
necessario tagliare tale nervo e questo può dare un disturbo del gusto
temporaneo in circa il 10% dei pazienti. Tale disturbo può durare fino ad un
anno e solo in rari casi rimane a permanenza.
Liquorrea/meningite: la perdita di liquido
cerebro-spinale (liquorrea) può avvenire
dall’apertura della coclea. Per evitare tale problema, la zona di entrata
dell’elettrodo nella coclea, viene sigillata con fascia e colla di fibrina.
Se tale complicazione dovesse avvenire nel periodo postoperatorio sarà
necessario un intervento di revisione per evitare una meningite. La
meningite, in rarissimi casi, può sopraggiungere anche come conseguenza della
propagazione di un’infezione all’orecchio interno: in tal caso, la terapia
consiste nella somministrazione, a dosi massive, di
antibiotico.
Post-operatorio (immediato e tardivo)
Il ricovero in media dura circa 3 giorni. Dopodichè il paziente ritorna a
casa, facendo attenzione a non bagnare la ferita. I punti della sutura
andranno rimossi dopo 12-14 giorni dall’intervento. Dopo circa 4 settimane il
paziente dovrà tornare per l’attivazione ed il “mappaggio”
durante il quale saranno regolati gli elettrodi presenti nel filo porta
elettrodi. Adesso l’utilizzatore dell’impianto sarà in grado di poter sentire
i suoni. Nei mesi successivi il paziente dovrà tornare nuovamente per riprogrammare l’elaboratore al fine di ottimizzare la
resa e per effettuare delle consulenze logopediche.
I pazienti impiantati potranno condurre un tipo di vita normale. Potranno
praticare sport evitando, se possibile, quelli che comportano scontri
violenti quali pugilato, arti marziali, ed utilizzando baschetti protettivi
per altri tipi di sport più energici. Prima di entrare in acqua sarà
necessario rimuovere i componenti esterni che non sono impermeabili.
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